La Mini ora è veramente Country!3 min read

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La nuova versione della Mini Countryman stravolge tutto ció che da stato fatto e prende una via a sè stante. Massiccia e pronta per lo sterrato: questo il suo biglietto da visita.

#Laguardo:

 
La Countryman si presenta alta da terra con le fasce paracolpi e la tipica carrozzeria bicolore. Sono state riviste le linee dell’anteriore con un nuovo disegno dei proiettori a Led e del cofano. Al posteriore sono inseriti fanali a Led e ora spicca la scritta Countryman su tutto il portello, proprio a dare l’idea della macchina imponente. È più larga di 7cm e più lunga di 20cm, un vero e proprio suv che vuol sfidare in primis l’Audi Q3.
La fiancata mantiene il disegno massiccio con fasce nere, le porte con un’ampia superficie lamierata. Poco più su, i vetri che creano l’effetto sospeso del tetto. Accentuato è anche lo scalino del terzo cristallo.
A chiudere questa vettura troviamo le barre al tetto di serie e i cerchi in lega da 17″ con l’inconfondibile disegno mini.
 

#Entro:

 
Tutte le caratteristiche dell’abitacolo mini sono in risalto: il cruscotto, dal design del tutto inedito, presenta i classici richiami degli anelli. L’anello dietro al volante disegna il
cruscotto con il contachilometri, a lato c’è il contagiri a forma di mezzaluna; il secondo, al centro della console, racchiude il sistema di infoteinment con lo schermo touch da 8,8″. Più in basso vi sono i comandi del clima automatico bizona. Nelle levette è stato inserito anche il tasto d’accensione. Tutto l’abitacolo è di alta qualità, merito dell’esperienza di casa BMW, le plastiche sono ben allineate e gli interni in pelle presentano cuciture a contrasto ben rifinite. I sedili sono comodi e avvolgenti anche per i viaggi più lunghi. Anche il bagagliaio è spazioso, ha una capacità di

 ben 463 litri. La vera chicca è la Bench Pic-Nic estraibile da sotto il vano di carico. Si tratta di una panchetta che in pochi secondi fuoriesce e si appoggia al paraurti posteriore in modo da potersi sedere e comodamente cambiare gli stivali sporchi di fango: meglio di un lord inglese!

#Laguido:
 
I motori che spingono questa vettura sono un 2.0 turbodiesel da 150 o 190cv e un già conosciuto 3 cilindri turbobenzina 1.5 da 136 CV e un 2.0 da 192 CV della Cooper S. La trazione integrale All4 è disponibile in abbinamento a tutti e quattro i motori, come anche il cambio manuale a 6 rapporti, a scelta con quello automatico a 7 marce.
La vettura, pur essendo molto grande, si guida con facilità e cerca di mantenere il feeling di guida unico che contraddistingue le Mini. Il kart-feeling su questo modello é poco riuscito, considerate le dimensioni imponenti rispetto alle versioni precedenti.
Per la prima volta nella storia della casa inglese,viene affiancato al motore termico uno elettrico ottenendo così la prima Mini Countryman Hybrid SE. Accanto al motore 1.5 benzina c’è il sistema elettrico della BMW serie2 Sport-tourer che aumenta i cavalli fino a 220; abbastanza per spingere questa vettura nelle praterie inglesi e sullo sterrato!
 
La mini Countryman ha un prezzo d’attacco di 27’450€, non proprio economica, e gli accessori sono pochi; tutte le versioni e gli optional sono molto costosi. La lista delle personalizzazioni, come ogni mini che si rispetti, è infinita, ma ogni cosa ha il suo costo. È facilissimo farsi prender la mano e portare il preventivo ai 36’500€ della Cooper S.
😊
– Lo spazio a disposizione è perfetto per quattro persone.
– I materiali e le rifiniture sono di alto livello.
– La Cooper S è veloce e scattante, sempre pronta per correre.
😔
–   Il cruscotto offre molte informazioni difficili da leggere al volo.
–   In rapporto al prezzo, l’auto non è molto ben dotata. Fra gli optional ci sono parecchie mancanze.
–   Lo sterzo è piuttosto pesante e con un ritorno deciso.
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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!