Anche la Citroen Dyane spegne 50 candeline!1 min read

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Quest’anno non sono solo i 60anni della piccola di casa italiana, ma oltralpe si festeggia mezzo secolo di età anche per la Dyane.
La vettura è stata disegnata dallo stilista Louis Bionier, con una carrozzeria dalle linee tese, un portellone posteriore e quattro posti su sedili confortevoli.
Rappresenta l’erede dalla mitica 2CV, adotta anche un ampio tetto apribile in tela, e un sistema d’apertura ben più evoluto e anche dall’interno.
La sua altezza da terra, unita al confort assicurato dalla morbidezza delle sospensioni ne permettono l’utilizzo anche su strade dissestate.
Sull’asfalto garantiva sicurezza grazie alla sospensione interconnessa, morbida e precisa, che però si coricava paurosamente in curva senza mai perdere aderenza, piuttosto ribaltava.
La meccanica è anch’essa derivata dalla 2CV: trazione rigorosamente anteriore, montava un motore boxer bicilindrico di 425cc raffreddato ad aria con accensione comandata direttamente dall’albero a camme. Il carburatore, invece, sfruttava la ventola di raffreddamento per aumentare il volume d’aria immesso nei cilindri. Inoltre, piccola comodità, in caso d’emergenza era possibile avviare il motore con una manovella da inserire nel foro sulla mascherina anteriore.
Nonostante le aspettative, in patria non venne accolta bene. La stampa francese non ne giustificava l’acquisto al posto della 2CV, l’auto nazionale per eccellenza.
La Filiale italiana trovò una soluzione: dotò la Dyane di un motore più grande, quello della Ami 6. Cosi all’interno del cofano venne messo un bicilindrico ma di 602cc da 32cv abbinato ad un cambio manuale a 4 rapporti che poteva arrivare fino a 120km/h solo in discesa e ben lanciata.
La Dyane venne fabbricata fino al giugno del 1983 arrivando a 1,4 milioni di esemplari.
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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!