Una Mini “quasi” classica…1 min read

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Come mai c’era una MINI classica al Salone di New York del 2018 proprio vicino alle numerose novità di produzione e concept che guardano al futuro? È facile intuirlo, soprattutto quando si gira la chiave poiché non si sente il rumore di alcun motore endotermico.
Anzi, sembra proprio morta perché a muoverla ci pensa un motore elettrico alimentato a batterie. Questo per celebrare un incontro tra passato e futuro dal quale nasce un modello unico, destinato a rimanere un oggetto speciale, ma buono per mettere sulla strada dell’elettrificazione per il brand inglese.

#ilponte:
La MINI Classica elettrica è veramente insospettabile tanto che di primo impatto mai si direbbe che a muoverla ci sia un motore elettrico: vi è la classica livrea rossa con 2 bande bianche sul cofano, il tutto nel tipico tocco british.
A ben guardare però ci sono alcuni elementi che tradiscono la sua natura a zero emissioni: il logo sul cofano e quello dei mozzi delle ruote e con la E gialla di una presa elettrica. Da qualche anno questo rappresenta il logo che identifica la famiglia elettrificata MINI. Questa piccola famiglia per ora annovera solo la ibrida plug-in Countryman S E ma nel 2019 darà il benvenuto alla versione a emissioni zero vera e propria.

#ilpassato:
La prima MINI elettrica non è una novità, ma qualcosa vi era già dal 2008 quando ne vennero prodotte 600 per un progetto pilota utile per la BMW i3. La versione in arrivo il prossimo anno e anticipata da una concept vista al Salone di Francoforte che verrá dedicata principalmente alla mobilità urbana.
Non si avrá quindi nessuna velleità sportiva, ma bisognerà attendersi percorrenze da record con una sola ricarica. La produzione avverrà sia nella storica fabbrica di Oxford sia in uno stabilimento in Cina, grazie alla joint venture con Great Wall.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!