Ritrovato dopo quarant’anni il furgone degli Aerosmith1 min read

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Il gruppo musicale degli Aerosmith sta per festeggiare i 50 anni di attività, e quasi a suggellare questo traguardo esce dalle fronde di un parco il primo mezzo di trasporto usato dalla band statunitense: si tratta di un furgoncino International Harvester Metro prodotto dal 1938 al 1975, ritrovato da “American Pickers”, un programma tv trasmesso da History Channel. Il rinvenimento è avvenuto a Chesterfield, nella contea di Hampshire: una città di circa 1.200 abitanti a 180km da Boston, nel Massachusetts.

#Autentico:

Non ci sono dubbi sulla sua autenticità, che è state confermata dal bassista Tom Hamilton, il tutto è stato detto sull’account Twitter ufficiale del gruppo, e da Ray Tabano, fondatore ed ex membro del complesso: “Risale al periodo precedente a quello del nostro primo disco del 1973, quando eravamo solo dei ragazzi che cercavano di fare qualche soldo su e giù per il Massachusetts. La contea di Hampshire, dove ci spingevamo per suonare, è piuttosto lontana da Boston, luogo di nascita del gruppo, e per una serata guadagnavamo circa 125 dollari. Tra la benzina e le altre spese a noi ne rimanevano ben pochi. All’epoca quel van è stato il nostro hotel e sono più di quarant’anni che non metto piede lì dentro”.

#Ilfurgone:

Il van è stato comprato per 25 mila dollari da Mike Wolfe e Frank Fritz, conduttori di American Pickers, ha bisogno di un profondo restauro, ma il suo valore collezionistico è inimmaginabile. Fortunatamente per gli acquirenti, la parte meglio conservata del veicolo è quella della fiancata con il logo degli Aerosmith e dal disegno di un uomo in pantaloni blu e maglia a righe. Non stupirebbe se, dopo il restauro, il furgone andasse all’asta ottenendo prezzi stellari; magari, fra i potenziali acquirenti, potrebbero esserci proprio gli Aerosmith…

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!