Musk annuncia l’addio alla borsa di Tesla?3 min read

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Elon Musk risulta essere uno dei più grandi amanti di Twitter, ogni suo post fa scrivere molti articoli sui giornali di tutto il mondo. È successo qualche giorno fa con il suo annuncio di voler portare i videogiochi su Model S & co. Questo succede anche in queste ore dopo che l’imprenditore sudafricano ha pubblicato uno dei suoi tweet strong: “Sto prendendo in considerazione l’idea di privatizzare Tesla e ricomprare le azioni a 420 dollari ciascuna”. Mamma mia! Twitter si è scatenato con commenti per gli addetti ai lavori e semplici appassionati, senza capire se si tratti di una provocazione o di una intenzione seria. A corollario lo Elon Musk ha mandato una lettera ai dipendenti Tesla per fare chiarezza. 

#Ilpensiero:

Fin da subito Musk ha chiarito che “non è stata ancora presa una decisione definitiva” anche se le intenzioni sono chiare “Come azienda pubblica, siamo soggetti a oscillazioni selvagge del valore delle nostre azioni, il che può essere fonte di distrazione per tutti coloro che lavorano in Tesla. Essere un’azienda pubblica ci sottopone anche al ciclo dei profitti trimestrali, che esercita un’enorme pressione su Tesla e costringe a prendere decisioni che potrebbero essere giuste per un dato trimestre, ma non necessariamente giuste per il lungo termine”. Sta a voi trarne le conseguenze.

#Lospazio:

Musk porta come esempio lo SpaceX “È un esempio perfetto: è molto più efficiente dal punto di vista operativo e ciò è dovuto in gran parte dal fatto che si tratta di un’azienda privata. Ciò però non significa che Tesla dovrà essere sempre privata. In futuro, quando Tesla entrerà in una fase di crescita più lenta e prevedibile, probabilmente avrà senso tornare in borsa”.

#Ipunti: 

Più avanti Elon Musk spiega come procedere con la privatizzazione di Tesla “Vorrei che tutti gli azionisti possano scegliere. Possono o rimanere investitori in una Tesla privata, oppure possono le loro azioni possono essere acquistate al prezzo di 420 dollari ciascuna… La mia speranza è che tutti gli azionisti rimangano, ma se preferiscono vendere ciò consentirebbe loro di ottenere buoni profitti”. C’è poi la questione azioni in mano ai dipendenti “La mia intenzione è che tutti i dipendenti Tesla restino azionisti della società, proprio come accade a SpaceX. Se dovessimo diventare privati, i dipendenti sarebbero comunque in grado di vendere periodicamente le loro azioni ed esercitare le loro opzioni”. In ultimo Musk spiega la fusione con SpaceX “L’intenzione non è quella di unire SpaceX e Tesla. Continuerebbero ad avere proprietà e strutture di governance separate. Tuttavia, la struttura prevista per Tesla è simile in molti modi alla struttura SpaceX”.

#Ilfuturo:

La lettera finisce “Fondamentalmente, sto cercando di raggiungere un risultato in cui Tesla possa operare al meglio, libera da distrazioni e pensieri per il breve termine. La proposta di diventare un’azienda sarà votata dai nostri azionisti. Se tutto dovesse andare come mi aspetto, una Tesla privatizzata sarebbe un’enorme opportunità per tutti noi. In ogni caso, il futuro è molto luminoso e continueremo a lottare per compiere la nostra missione”.

#Laverità:

La verità dov’è? Tesla ha risolto i suoi problemi finanziari e può guardare al futuro senza ansie? Oppure Musk vuole uscire dalla borsa per non dover più render conto ad altri dei conti in rosso della sua creatura elettrica? O forse la verità sta nel mezzo? Domande che non avranno risposta risposta in nessun tweet e in nessuna lettera, bisogna quindi accontentarsi di quanto scritto da Musk. Un Elon Musk che non è mai stato un fan della borsa e che ha preferito tenere per sé le proprie creature, trovandosi nel 2010 a emettere 13,3 milioni di azioni per riuscire a rimanere a galla. Ora l’orizzonte sembra essere definitivamente cambiato. È cambiata anche Tesla senza che noi ce ne accorgessimo?

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!