L’inarrestabile Jimny Shinsei in edizione super limitata per i suoi 40 anni.5 min read

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Quando si parla di Suzuki si pensa subito a mezzi economici, adatti a qualsiasi terreno; inoltre, uno dei prodotti più famosi è il Jimny, il piccolo 4×4 in grado di affrontare qualsiasi asperità.
Il piccolo Jimmino questa volta è in edizione limitata Shinsei, ispirata al leggendario modello LJ20 del 1970. Il motivo? Festeggiare i 40 anni di Jimny sul mercato mondiale come icona delle quattro ruote motrici. Per questo, Suzuki ha voluto festeggiarlo con una 100 Limited edition.

#loguardo:
Le fattezze rimangono quelle dell’ultimo modello: design essenziale, linee spigolose che regalano un effetto solido. La cosa che colpisce di più è il colore giallo ocra, ereditato dell’antenato LJ20. Si tratta della vernice Dark Yellow ’70; gli altri dettagli della carrozzeria sono bianco lucido. Adottano questo colore il paraurti frontale e gli specchi retrovisori. All’opposto, il nero lucido è per i 5 cerchi Vintage con pneumatici 207/70 R15 e la ruota di scorta, rigorosamente scoperta, che si trova sul portello posteriore. 
Il tetto apribile elettricamente in tela è progettato in collaborazione con Webasto, dando un tocco in più, quasi da cabriolet.

 

 

 

 

#entro:
L’interno della compatta Jimny Limited Edition regala un’esperienza accogliente sempre identica, anche se un po’ troppo datata. I dettagli in plastica sono rigidi e duri al tatto; i sedili in ecopelle non nascondono l’aspetto demodè degli interni; meglio spostare l’attenzione al centro della plancia, con il navigatore Touch, mappe 3D e Bluetooth.
L’abitacolo riesce comunque ad essere piacevole e unico, forse è proprio per questo che rimane ancora identico. Anche all’interno si ritrovano gli stessi dettagli del colore Dark Yellow ’70 degli esterni, nonché la targhetta identificativa in alluminio della serie limitata tra i sedili anteriori.
Chi siede davanti ha un’ottima visione attorno a sè, merito della seduta alta e dei vetri che, pur sembrando piccoli, non presentano grandi angoli ciechi; chi si accomoda dietro, fa fatica a sistemarsi sul divanetto posteriore, meglio non essere troppo alti, altrimenti si viaggia con le ginocchia in bocca.
La dotazione del Suzuki Jimny Shinsei è mediamente ricca: troviamo climatizzatore manuale, sistema di monitoraggio pressione pneumatici TPMS e sistema multimediale Pioneer con schermo touch da 6,2 pollici dotato di radio, lettore CD, navigatore satellitare con mappe 3D e connettività Bluetooth, 2 USB e MirrorLink per smartphone, fendinebbia e barre longitudinali sul tetto: insomma, tutto ció che serve per ringiovanire il Jimny, mantenendo il suo sexappeal unico.
Il bagagliaio rimane piccolissimo, solo 113 litri con quattro persone a bordo, ma basta abbattere il divanetto per avere 816 litri.

#loguido:
Sotto il cofano vi è un robusto motore benzina 1.3 VVT e la trazione integrale inseribile ALLGRIP PRO con riduttore di marce.
Il quattro cilindri che spinge il JImny è da 1.328 cm³, costruito interamente in alluminio sviluppando 85cv. La cosa che contraddistingue questo fuoristrada da tutti gli altri è il peso piuma di soli 1.090 kg.
Dinamicamente il Jimny non è proprio una macchina sportiva, nè vuole esserlo: il rollio elevato, il passo corto 2,25 m e lo sterzo “incerto” la rendono nervosa, ma sempre sicura con il nuovo sistema ESP di serie.
Prova a dare il meglio in città grazie al raggio di sterzata ridotto di 4,9 metri e alla lunghezza di soli 3,7 metri, ideale per parcheggiare ovunque, marciapiedi inclusi! I consumi invece non sono per nulla bassi: si parla in media di 11 km/l, colpa della trazione integrale e un’aerodinamica da ferro da stiro.
In autostrada il confort non è troppo risicato, ma come si preme sull’acceleratore si percepiscono i fruscii dal tetto e la rumorosità meccanica.
La sicurezza della Suzuki Jimny Shinsei è garantita dal controllo elettronico della stabilità  ESC, dal sistema TPMS per la pressione degli pneumatici e di quello GSI, che indica sul cockpit il rapporto di marcia inserito e quello consigliato.
Nota dolente sono i moderni ADAS che non sono presenti a listino.


#fuoristrada:
Ció per cui è nata rimane la sua prestazione migliore: l’offroad. Già senza trazione integrale inserita risale con leggerezza disarmante le gradinate e supera ostacoli medi, quando invece l’integrale viene inserito beh… fuoristrada scansatevi, che dove sale lei non arriva nessuno.
Il comparto cambio è affidato ad un 5 marce più che onesto con due modalità: si possono scegliere le impostazioni High, per le superfici mediamente piane, e Low, cioè le ridotte per affrontare gli sterrati dalla pendenza maggiore.
Piccola nota dolente è l’assenza dell’autobloccante per l’asse posteriore.
Con il 4WD si possono percorrere anche pendenze del 30%, senza problemi di sorta. Il peso ridotto è vantaggioso nelle discese ripide.

#loscelgo:
La base dello Suzuki Jimny Shinsei è quella dell’intramontabile Jimny, icona 4×4 del marchio giapponese, arricchita da alcuni dettagli esclusivi come il tettuccio, che tantissimi amano per le scampagnate all’aperto.
Il prezzo di questo Jimny è di 23.000€, il problema è che, essendoci solo 100 esemplari, sono già andati tutti a ruba.

😊
– La piccola Suzuki è una vera “off-road”, sui terreni accidentati risulta più efficace di rivali ben più grandi e potenti.
– La linea la rende piacevolmente squadrata, merito anche del colore unico di questa versione.
– La vettura è lunga solo 368cm, si muove bene anche negli spazi angusti, in città come lungo i viottoli sterrati.
– Gli optional della versione Shinsei sono unici ed esaltano ancor più il carattere di unicità.

😔
– I posti dietro sono piccoli e accedervi non è agevole.
– Le dimensioni ridotte penalizzano il baule: per caricare oggetti ingombranti bisogna reclinare lo schienale frazionato.
– La carrozzeria è alta, e nei percorsi tortuosi tende a “coricarsi” in curva.
– Gli airbag sono soltanto due e mancano quasi tutti gli assistenti alla guida.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!