Twingo, la piccola di casa Renault si rifà al passato4 min read

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La Twingo, una delle auto piccole di casa Renault, è stata da poco ripresentata in chiave moderna con un motore posteriore; ora si fa più chic e propone “La Parisienne”: versione al top della gamma presentata qualche giorno fa a Milano.

#laguardo:

  
Guardando la nuova Twingo si capisce il punto di svolta per il modello. È stato abbandonato ogni riferimento alla precedente e, grazie ad una collaborazione con Mercedes, le regole sono state riscritte.
Derivazione concettuale della Smart Forfour, riprende il design bombato tipico della casa tedesca, ma impreziosisce il frontale con la losanga e l’enorme griglia a contrasto. Lateralmente appaiono le 5 porte e parafanghi pronunciati, merito anche del motore posteriore, che crea un’assale differente alle ruote dietro. I cerchi da 16” diamantati Black regalano un look molto particolare e retrò. Il posteriore è dato principalmente dal paraurti posteriore e dall’ampio portellone in vetro.
Nello specifico, con questo modello, la Casa francese rievoca un’ icona anni 60: la R4 Parisienne.
La fantasia tartan tipica del modello è ripresa nel tettuccio apribile e negli adesivi del fianco che donano una linea slanciata alla vettura. La carrozzeria è unica, grazie al verde acqua e alla modanatura laterale, che incastona le targhette contraddistintive del modello. 

#entro:

 
L’abitacolo interno è semplice, ma contiene al suo interno tutto ció che serve. I sedili monoblocco sono comodi senza essere troppo avvolgenti, quindi nessuna possibilità di regolare i poggiatesta,  però è possibile regolare in altezza e profondità il volante.
Il quadrante risulta essenziale, fin troppo, ma sempre abbastanza chiaro nella lettura delle informazioni utili; la plancia avvolge anche il cruscotto e termina con i comandi del clima, che risultano piccoli e difficili da vedere.
Utilissima per riporre oggetti la vasca che congiunge la console con la leva del cambio.
Chi siede dietro, trova spazio comodamente, a patto di non essere troppo alti, ma dispone solo di vetri a compasso.
La trama tartan vista all’esterno si ritrova sui sedili impreziositi anche da un inserto di pelle, di colore verde acqua come quello della carrozzeria. Se lo stile guarda al passato, la tecnologia di bordo guarda al futuro. Sulla Twingo La Parisienne sono presenti il sistema di infotainment R-Link Evolution con radio DAB con Android Auto, ma stranamente non Apple CarPlay, con la telecamera di retromarcia, i sensori di parcheggio e i fari fendinebbia con funzione cornering.
#laguido:
Il vero punto di forza di una citycar è la maneggevolezza! Questa twingo rispetta alla perfezione tale emblema, merito del motore posto sotto al bagagliaio, che regala un angolo di rotazione maggiore alle gomme. In città si dimostra pratica e facile da parcheggiare, ma appena si esce si comincia a sentire il rumore del 1.0 turbo benzina da 90cv. Nonostante ciò, rimane prestazionale anche nei sorpassi e nelle curve a velocità sostenuta. Il cambio a 5 rapporti resta rigido, ma gli innesti sono immediati.
Le motorizzazioni disponibili sono due: il 1.0 benzina aspirato da 69cv e il 1.0 turbobenzina da 90cv. Per il cambio, si può scegliere tra il manuale a cinque marce e quello a doppia frizione Edc a sei rapporti.
 
La Renault Twingo La Parisienne sarà ordinabile dal 3 agosto e i primi esemplari saranno disponibili da ottobre. Il prezzo di listino parte da 14.550 euro per la versione da 69cv, manuale o automatica, e arriva a una base di 15.350 euro per la più potente.
Per la versione base invece si parte dai 10.400€.

😊
-Tenendo conto dei contenuti, il prezzo della Twingo non costa uno sproposito ed è più accessibile della “cugina” Smart forfour.
– È una vettura compattissima, ma nonostante ciò la citycar francese non risulta scomoda nemmeno per quattro adulti.
– La dotazione non manca: esp, sensori di pressione delle gomme, luci diurne a led e servosterzo elettrico sono di serie sin dalla versione base.
– La trazione posteriore ha consentito di contenere il raggio di sterzata su livelli da record.
😔
– La soglia del baule è alta e la capacità del vano non compete con quella delle rivali con motore anteriore.
– La capote in tela è un’opzione che si spera sia stata assemblata meglio di quella predente, anche se a prima vista non sembra.
– A velocità elevata l’insonorizzazione non è delle migliori e sono anche un po’ rigide le sospensioni.
– il motore non garantisce prestazioni brillanti e non è un campione in fatto di consumi.
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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!