La leggenda dei monovolume, Renault Scenic, scrive una pagina importante.4 min read

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Renault rinnova profondamente il padre di tutte le monovolumi: lo Scenic. Nato nel 1990, con il nome di Megane Scenic, fu la prima monovolume della storia; da quel momento, si susseguirono 4 versioni, ora la tecnologia e il design han portato alla quinta generazione.

 # Laguardo:

Diciamocelo…. Presentata in questo colore giallo scuro tanto quanto passa, ma bianca sarebbe assomigliata un po’ ad una vasca da bagno…

 Il design deriva dal prototipo R-Space del 2011 e ricorda molto la prima versione, con un muso pronunciato e tutto il corpo unico con un’ampia superficie vetrata, un taglio netto con la codina come in passato.
Il muso riprende quello del family feeling della casa,con il grande rombo circondato dalla la griglia frontale, che quasi si congiunge con quella più bassa dell’aria a formare una X. Attorno i 2 proiettori allo Xenon dalle linee squadrate fan presagire le linee del fianco. Spostandosi di lato, la prima cosa
 che colpisce sono le ruote da 20″ per tutte le versioni, che “riempiono” molto bene i passaruota. Di solito, ruote con un diametro così grande sono anche larghe; ottenendo così maggior costo del ricambio e un peggioramento dei consumi e delle prestazioni, per il forte attrito sull’asfalto e l’aerodinamica meno favorevole. Tutti problemi che in questo caso non ci sono: le gomme, infatti, sono realizzate appositamente per la Scénic, abbinando un grande diametro a una larghezza contenuta. La linea delle portiere va a

rastremarsi fino a coincidere con il tetto all’altezza della porta posteriore, limitando un po’ la visibilità per chi siede dietro. Chiude la linea un portellone piatto, con fanali full led dal design avvenieristico e un vetro un po’ schiacciato, che limita le manovre.

# Entro:

L’abitacolo è molto moderno, un vero tocco di stile: il cruscotto completamente digitale è visibile con ogni luce, l’ampia consolle centrale che racchiude un vero e proprio tablet da 12″ dalle innumerevoli funzioni, la comoda leva del cambio rialzata e una gran quantità di portaoggetti compresi gli ampi pozzetti sotto il pavimento.
I sedili anteriori sono dei divani: ampi e regolari, sono perfetti anche per le persone over size! Diverso il giudizio per quelli posteriori, in quanto, pur essendo una monovolume, ospita discretamente 4 persone, ma la quinta comincia ad avere qualche problema di seduta. Nella versione Grand Scenic si arriva fino a 7 posti, ma i 2 della terza fila sono esclusivamente per ragazzini.
Complessivamente, la qualità dei materiali è buona con finiture discrete.
La capacità del bagagliaio per auto di questa categoria è

fondamentale: si presenta ampia e ben disegnata, nemmeno molto alta da terra, ideale per caricare tutto ciò di cui ha bisogno una famiglia. Nota positiva, diversamente dai vecchi modelli, dietro non ci sono tre sedili singoli e smontabili, ma un divanetto a due posti affiancato da un sedile (entrambi scorrevoli e reclinabili); la praticità risulta migliorata.

# Laguido:

Uno può pensare che la particolarità delle ruote possa crear problemi, invece tutt’altro, infatti rendono la Scenic una delle monovolume più maneggevole e precisa nell’affrontare le curve. Lo sterzo leggerissimo, da citycar, a bassa velocità, richiede un po’ di abitudine, ma quando l’andatura cresce il “servo” lavora meno, e il volante richiede quel pizzico in più di sforzo che aiuta nella guida e nell’impostare la traiettoria. Come è logico pensare, nelle manovre più brusche, il retrotreno perde aderenza per qualche istante prima che il controllo elettronico della stabilità rimetta in linea la vettura, ma su auto così lunghe è logico prevederlo. La scelta di motori è ampia, a benzina e a gasolio; i primi sono un 1.2 Tce in versione da 115 o 130cv e un risultano regolari, ma spingono solamente dando gas e tenendoli su di giri.
Decisamente più vigorosi e gradevoli in ogni situazione i diesel, in particolare il 1.6 160cv della nostra prova risulta essere un perfetto macina chilometri per chi deve affrontare lunghi viaggi autostradali. Gli altri  propulsori a gasolio sono un 1.5 Tdci da 95 o110cv è sempre un 1.6 da 140cv. Tutti i propulsori sono abbinati ad un cambio manuale a 5 o 6 marce ed uno robotizzato a 6 rapporti.
 Bisogna aver le idee ben chiare sull’utilizzo che se ne vuol fare di questa Scenic, il prezzo di partenza è di 21.900€ per la versione benzina, per chi gira in città va bene, ma per chi preferisce un po’ di brio meglio puntare ad altre motorizzazioni che fanno levitare vertiginosamente il prezzo.

😊
– In rapporto al prezzo, gli accessori di serie sono parecchi; utili quelli a richiesta.
– L’auto risulta essere molto maneggevole.
– Il 1.6 Tdci, della prova, ha prestazioni degne di nota.
– Gli interni hanno molti di vani grandi e ben realizzati.😔
– Alcuni elementi dell’abitacolo non sono il massimo della funzionalità.
– Il fruscio dell’aria che scorre sulla carrozzeria si sente già intorno ai 60km/h.
– Nelle sterzate secche, le ruote posteriori allargano parecchio la traiettoria e l’Esp è lento ad agire.
– Una monovolume lunga quattro metri e mezzo potrebbe offrire qualche centimetro in più a chi siede dietro.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!