La bestia dell’ovale blu.4 min read

5 min read

Qualche volta capita di non guidare le tranquille utilitarie, ma di avere tra le mani qualcosa di decisamente più scattante e prestazionale… questa volta abbiamo provato la Ford Focus ST, non certo una novità in quanto a versioni sportive.

#Laguardo:

La nuova generazione della media tedesca è stata rivista soprattutto nel frontale, con nuovi fari xenon e mascherina Nero lucido. Proprio li in basso è incastonata la sigla ST che, subito dopo quella RS, rappresenta l’indole sportiva di Ford.
Qui si trovano solo prese d’aria e paraurti maggiorati a cui siaccompagnano minigonne sottoporta e, per finire in bellezza, cerchi in lega di 18 pollici e spoiler sul portellone. Come se non bastasse, il nero lucido che circonda ogni orpello è esaltato da colori specifici e decisamente vistosi come il giallo ocra, il bianco e l’azzurro. Tutto richiama la linea sportiva e la voglia di distinguersi di questo modello all’apparenza quieto e tranquillo, ma che al momento giusto svela la sua anima!

#Entro:

Appena saliti a bordo si percepisce come la Ford Focus ST non nasconda nemmeno all’interno la grinta: spiccano soprattutto i sedili contenitivi Recaro, che danno una sensazione di sicurezza non indifferente. La plancia si presenta ben assemblata e di colore scuro, per lasciare spazio alle cromature che circondano chi siede. Al centro troviamo i tre strumenti sopra la consolle centrale (misuratore della pressione di sovralimentazione del turbo, manometro e termometro dell’olio). Spiccano anche la pedaliera in alluminio e la scritta ST che compare sul volante e nel cruscotto lasciano presagire le emozioni che questa vettura sa offrire.
 A differenza dei passeggeri anteriori, quelli seduti dietro trovano difficoltà nel sistemare le gambe ed il quinto passeggero risulta seduto in alto e su una parte dura.
Sotto pelle, oltre ai tanti cavalli, ci sono un assetto ribassato e ritarato specifico e una diversa taratura del servosterzo elettrico e del controllo di stabilità di cui è stata rivista la funzione torque vectoring. E’ stato anche aggiunto il sistema Electronic Transitional Stability, che aiuta il guidatore nei cambi di traiettoria ad alta velocità.
I bagagliaio non ha risentito di alcuna modifica, rimanendo comodo per una famiglia di medie dimensioni.
#Laguido:
 La cosa più bella da fare con queste auto è metterle in moto e sentirne il suono “a freddo” : il borbottio dello scarico è solo l’antipasto della guida.
Il “duemila” turbo regala forti emozioni: la spinta è decisamente corposa, dai 2000 giri fino quasi all’intervento del limitatore. Giustamente  rimane accompagnata da un suono pieno, gradevole e “naturale”, per aumentare tutto ciò viene in aiuto l’elettronica, che sfrutta le casse dell’impianto hi-fi per amplificare nell’abitacolo le frequenze più gradevoli.
Ma queste auto non sono solo fatte per essere sentite, ma anche per essere guidate con piacere nei percorsi tortuosi dove la tenuta di strada è notevole, soprattutto nelle immissioni in curva, dove lo sterzo rimane sempre pronto.
A dirla tutta, se proprio dobbiamo trovarle un difetto, il volante della nuova Ford Focus ST è fin troppo pesante e ha un ritorno eccessivamente deciso: lo si nota nel riallineamento o quando si deve correggere la traiettoria, caso in cui la guida perde di precisione.
Le frenate risultano poderose, ma il pedale non è dei più modulabili, in particolare a basse velocità: si rischia di frenare più del necessario.
L’insonorizzazione  in generale è buona, ma, scegliendo i cerchi di 19”, si ha qualche saltello di troppo: se si vogliono coniugare sport e comfort, meglio scegliere i cerchi da 18 pollici.
 
La Focus ST si può avere con un 2.0 turbo a iniezione diretta di benzina, in grado di erogare 250 cavalli, oppure con un turbodiesel di pari cilindrata, ma con soli, si fa per dire, 185cv.
Come ci si aspetta,  chi prende queste auto non bada ai consumi, ma alla sostanza; nonostante ciò, essendoci anche la motorizzazione diesel diamo i dati differenza: 14,7 km/litro a benzina e 23,8 km/l scegliendo l’unità a gasolio.
Tutto questo è possibile portarlo a casa con 29.432€ per la diesel e 32.350€ per la benzina; non pochi, anche se, visti gli optional montati e i particolari unici, sono più che giustificabili.
Per chi invece vuole avere l’esclusività del benzina e un’auto unica e dalle prestazioni da supersportiva può puntare al modello RS con il 2.3 ecoboost da ben 350cv 4WD al costo di poco meno di 40.000€.
😊
– Il motore rimane fluido nell’impiego tranquillo, ma, quando è possibile, ha un allungo entusiasmante almeno quanto il rombo
– Le finiture dell’abitacolo (e del baule) sono di buon livello.
– Una volta impostata la traiettoria, l’auto sembra viaggiare su binari: merito delle sospensioni dalla tenuta ottimale.😔
– I cerchi di 19”, rispetto a quelli di serie, generano parecchi saltellamenti se l’asfalto non è perfettamente liscio.
– Il potente impianto a quattro dischi richiede abitudine nelle basse andature, per non “inchiodare”.
– Sul divano lo spazio per le gambe non è molto ed il quinto ha una seduta rialzata e rigida.
Print Friendly, PDF & Email
Avatar

Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!