C4 cactus, lo spinoso che colpisce morbido.7 min read

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Ormai è assodato, il panorama automobilistico odierno non regala più grandi stravolgimenti o modelli unici, ma ogni tanto, per fortuna, arriva una ventata di aria fresca e totalmente spiazzante, che può risultare propiziatoria o addirittura fatale per la casa produttrice. Perchè uscire dagli schemi, dagli stili collaudati non è cosa semplice: Citroen con il suo C4 Cactus ha voluto donare personalità e praticità ad una vettura dove già il nome è tutto un programma!

#laguardo:
Questa è una vettura che vuole colpire fin dal primo sguardo, non passa mai inosservata e, anche se distrattamente, uno le butta l’occhio.
Il primo impatto è quello di una vettura robusta e pronta ad ogni viaggio, su qualsiasi terreno.
Lo stile è pulito, fluido e levigato, ma reso originale dagli elementi grafici: sul frontale troviamo delle luci a biplano, come le definiscono in Citroën, composte da 2 strisce a led e xenon che ricordano il piccolo aeromobile, il tutto incastonato in un paraurti ampio e arrotondato dove svettano 2 cose: la prima l’immancabile stemma e, decisamente più basso, il sistema Airbump, con colori a contrasto che rendono unica questa vettura.
I caratterizzanti cuscinetti ad aria utili per attutire i piccoli urti, questa la definizione della Citroen, sono l’elemento dominante della fiancata, essi continuano su entrambe le porte, dandone un taglio rettangolare netto, ripreso anche nel taglio dei finestrini, i quali risultano fin troppo piccoli.
A completare il lato troviamo in alto le barre al tetto, che tanto ricordano i binari di un treno e, attaccate al suolo, i cerchi in lega da 16” con disegni cubici simili ai cuscinetti d’aria.
Chiude un portellone ampio con proiettori a led incastonati al suo interno e, anche nel paraurti posteriore, gli immancabili Airbump che disegnano il corpo posteriore dalla forma ovale.
Peccato per il lunotto piccolo e schiacciato, colpa del tetto basso.

#facciamobump:
Vediamo un po’ cosa sono effettivamente questi Airpbump: si tratta di capsule riempite di aria; dei veri e propri cuscinetti morbidi, pensati per affrontare la prova carrello del supermercato o ancora quei maledetti paletti che si nascondono sempre quando si aprono le portiere.
Oppure la classica portierata nel posteggio, il tutto senza la minima noncuranza. Tanto sono pratici quanto geniali e magari possono evitare anche qualche giro dal carrozziere.

#entro:
Com’è giusto che sia, anche all’interno lo stile non è convenzionale.
Alzando subito gli occhi, dalla forte luce che entra si può notare un tetto interamente in vetro, che illumina a giorno l’abitacolo, regalando ampio respiro.
L’ispirazione è degna di un maestro dei divani, con i due sedili anteriori che si uniscono in un divanetto Sofà (solo scegliendo il cambio robotizzato).
I sedili risultano molto grandi, squadrati e adatti anche a persone over size: sono stati disegnati disegnati ispirandosi a poltrone più che a sedili, basta vedere il taglio e la scelta dei tessuti.
Pezzo forte dell’abitacolo è la plancia. Come per le portiere, lo stile è ispirato alle valigie: troviamo maniglie morbide per le portiere e chiusure, fregi e finiture in pelle, come la maniglia del cassetto portaoggetti. Questo cassetto è decisamente e capiente! Merito dell’Airbag In Roof, l’airbag per il passeggero che scende dal tetto per liberare spazio utile.
La scelta dei colori interni è disponibile in configurazione Habana o nell’elegante Purple.
La plancia è lineare e pulita, con belle bocchette dell’aria a satellite; ovvero tre: due al centro e una a sinistra, ci sono anche due schermi sottili da tablet.
Uno, quello più piccolo, è davanti al pilota e riporta le indicazioni del tachimetro, delle spie di emergenza e del cruise control/limitatore di velocità: addio quindi al contagiri, nemmeno l’ombra di una strisciolina a led. Al centro della plancia, c’è il Touch Pad da 7 pollici, che soppianta tutti i controlli di bordo, dalla climatizzazione al navigatore, dal computer di bordo al setup della Citroën C4 Cactus.
Gli unici sei pulsanti sono in fila sotto lo schermo vicino al pomello del volume e sono utilizzati per funzioni veloci, per le luci di emergenza e il blocco/sblocco delle portiere.
Chi siede dietro trova un sedile ben rifinito, ma non altrettanto comodo rispetto alle poltrone anteriori, pur sempre morbido anche per il quinto posto, cosa non da poco; risulta indivisibile. La pecca più grande sono i finestrini laterali a compasso! Sono un’esclusiva della bassa gamma delle citycar, non era meglio mettere qualcosa di più arioso per un suv?
Il bagagliaio è ottimale per 4 persone, pur essendo di forma regolare e alto, non rappresenta però il punto di forza.

#laguido:
Prima ancora di sederci sul sedile e partire, sappiamo che la Citroën C4 Cactus pesa circa 200 chilogrammi in meno rispetto alla corrispondente C4: merito dei vetri posteriori a compasso (che loro esaltano come ottimali), dell’uso di alluminio per il cofano e di acciai altoresistenziali per la scocca, dei sedili posteriori a divano indivisibile e del tetto in cristallo, perfetto per aumentare lo spazio in altezza e la luce nell’abitacolo.
Appena messa in moto e fatto i primi giri in città, mi accorgo subito che non risulta economica nel comfort. È piuttosto silenziosa anche a velocità autostradali e ha sospensioni morbide, molto confortevoli anche nel superare i mille dossi che troviamo sulle nostre strade.
La morbidezza si riflette su un beccheggio in frenata e in accelerazione a cui non si è abituati, che fa molto Citroën di un tempo. Ma Cactus non è auto da smanettoni o da sportivi, anche se si comporta bene quando la metto alla prova nell’unico tratto di strada mista, con curve e controcurve, con un fondo non perfetto e pendenze su contropendenze. Si guida bene, è facile inserirla in curva e tenere morbidamente la traiettoria senza correzioni. È più precisa e sportiva di quanto sembri ad andature cittadine, merito anche del suo peso contenuto.
Il motore della prova, il 1.2 PureTech da 110cv risulta prestazionale nonostante il suo volume piccolo, merito dei soli 950kg di peso a secco della vettura, anche se non piace a tutti il frullare dei motori a tre cilindri, che regala però meno vibrazioni rispetto al diesel.
Le motorizzazioni sono per il benzina una nuova famiglia Puretech del gruppo PSA, un tre cilindri 1.2 disponibile in tre declinazioni di potenza. Due aspirate con 75 e 82 cavalli, mentre la terza declinazione è il gioiello di famiglia, un sovralimentato con 110 cavalli e 250Nm. Sono abbinate al cambio manuale a cinque marce o, soltanto per il PureTech 82cv, alla sua versione robotizzata. A gasolio le alternative sono due 1.6: l’eHDi da 90 cavalli abbinato al cambio sei marce robotizzato e il BlueTech HDi da 100cv e 3,4 l/100 km nel ciclo combinato.

#lascelgo:
Se avevate pensato che il colore di serie fosse il bianco vi sbagliate. È il rosso, con gli Airbump neri. Nonostante tutto, la Citroën C4 Cactus non è così economica. Il prezzo di partenza per una Cactus Puretech 75cv Live è di 14.950 euro, ma le manca il climatizzatore da quasi 1.000€; troviamo già i comandi al volante, il Touch Pad 7”, il regolatore e limitatore velocità, la radio con 2 altoparlanti e due tweeter con USB e AUX, l’hill assist, le luci diurne LED e la dotazione di sicurezza attiva e passiva, insomma un buon pacchetto completo, ma con qualche neo.
Se si vogliono gli AirBump non neri costano 200 euro per tutte le Cactus, il colore non rosso va dai 300 a 800€ a seconda del colore pastello, metallizzato o perlato. Il tetto in vetro non è di serie, non è disponibile per Cactus Live, mentre per le altre Cactus alleggerisce il portafoglio di ulteriori 600 euro.
L’allestimento Shine è quello completo di sensori luci, pioggia e posteggio, cerchi in lega da 16”, climatizzatore automatico, fendinebbia, navigatore, telecamera posteriore, vetri posteriori scuri e 2 prese USB. Ma è disponibile a partire dal PureTech 82cv e quindi si passa a 18.450 euro.
Nonostante tutto, per avere un’auto completa con un motore discreto e gli optional utili, è facile andare oltre i 21.000€: alla fine l’unicità si paga!

😊
– La vettura risulta “morbida” e poco rumorosa, perfetta per muoversi in relax.
– Gli Airbump danno una tranquillità in più nei parcheggi e ne delineano il design unico.
– Il motore spinge forte già ai bassi giri: ottimo nel traffico, nei sorpassi e in salita.

😔
– La dotazione è carente in numerosi particolari, disponibili a prezzo salato.
– Il pedale della frizione è piuttosto duro.
– L’accesso al baule è scomodo e alto, inoltre il divano è in un solo pezzo.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!