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Renault sbarca nel mondo del Pick-Up con l’Alaskan.5 min read

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Qualche mese fa la casa della losanga aveva presentato un pick-up per il mercato africano, ora il nuovo mezzo ha un seguito anche per il mercato europeo. Il nuovo nome? Renault Alaskan, un sostantivo che ricorda i terreni innevati, gelati e unici del paesaggio nordico; in effetti il termine vuol dire grande terra, proprio perchè il mezzo è stato pensato con una visione globale.
Quando uno pensa a queste vetture, le immagina con il cassone pieno di latte di vernici, scalette, tubi ecc. ma il nuovo veicolo di Renault punta a sfidare la fascia alta della gamma, quindi il nuovo Fiat Fullback o il Nissan Navara (da cui eredita il pianale).


#loguardo:
Il gruppo francese si fa riconoscere per musi imponenti, ricchi di grinta e aggressività, con il logo incastonato in bella mostra al centro della mascherina e questo Alaskan non è da meno: presenta un frontale deciso e aggressivo, merito della griglia verticale e dei gruppi ottici anteriori con tecnologia a LED.
L’intero pick-up è massiccio così come il corpo vettura, Il tutto aiutato dai colori disponibili come il grigio scuro metallizzato o il metallic brown della nostra prova.
La fiancata prevede ampie superfici lamierate, con vetri piccoli, dove è quasi difficile vedere all’interno. È disponibile solo Double Cab, però le portiere posteriori hanno un’apertura ampia quasi quanto le anteriori.
Sugli specchietti retrovisori sono state inserite due telecamere, per garantire una visione a 360 gradi.
Il posteriore presenta fanali verticali a lato della ribaltina, che riprendono le linee imponenti della vettura. Anche lo sportello porta l’emblema Renault in bella mostra, con tanto di tasto apertura,
Il cassone è sufficiente per ospitare montain bike, tende da campeggio e qualsiasi attrezzatura per il tempo libero.

#entro:
Salire a bordo della Alaskan è quasi come entrare in una berlina: i sedili in pelle danno un tocco di eleganza, nonostante i particolari in plastica rimangano rigidi, ma per nulla sgradevoli da vedere.
La plancia ha comandi chiari; al centro svetta lo schermo di 7” compreso di navigatore.

La posizione di guida è rialzata e risulta facile trovare la combinazione per la visibilità, peccato che il volante sia regolabile in altezza, ma non in profondità.
Sono davvero molti e capienti i portaoggetti, compreso il portaocchiali accanto al retrovisore interno.
Anche per quanto che riguarda lo spazio, l’abitacolo del Renault Alaskan è simile a quello di una berlina: in quattro si viaggia bene e il divano posteriore può accogliere senza troppe limitazioni tre adulti.
Ovviamente chi siede dietro ha uno schienale verticale e il pavimento alto fa tenere le gambe sollevate.
Il cassone ha una portata di 960kg ed è grande: 158cm di profondità e fino a 156 di larghezza. La cosa più interessante è che già di serie cinque ha robusti ganci mobili in metallo, alloggiatinelle pareti. Optional il rivestimento in plastica per il vano, il baule da fissare dietro la cabina e l’hard-top con lunotto e vetri laterali apribili.

#laguido:
La prima cosa che ci si aspetta da una vettura di oltre 2000kg di peso è la difficoltà nella tenuta di strada, invece il Renault Alaskan stupisce per la facilità di guida e la sua stabilità.
Gran parte del merito va ai cinque bracci per le sospensioni posteriori, al posto di quelle a balestra, favorendo un discreto inserimento nelle curve, oltre a un buon comfort, che poco ha da invidiare a quello di una berlina.
Lo sterzo invece non è il massimo: manca di prontezza e, nelle manovre, risulta pesante.
Il 2.3 biturbo a gasolio spinge bene fin dai bassi regimi, dando quasi la sensazione di una guida briosa, nonostante, come è facile immaginare, non brilli per agilità.
Il cambio automatico con convertitore di coppia si combina discretamente con passaggi dolci fra le sette marce.
Guidandolo in questi giorni di diluvio, abbiamo notato come, nella guida su asfalto bagnato, si senta la mancanza del sistema di trazione integrale , con possibilità di trasferire parte del moto alle ruote anteriori quando quelle posteriori slittano.
Il 4×4 è inseribile manualmente con la manopola nella consolle, ma è pensato solo per il fuori strada: non si può superare i 100 km/h e una ripartizione fissa fra i due assi che affatica la trasmissione e gli pneumatici. Buona, invece, la capacità di traino, di ben 3500kg.

#fuoristrada:
Alcuni mezzi non vanno provati solo su strade battute, a volte bisogna abbandonarle per preferire quelle decisamente più fangose.
Inserite le quattro ruote motrici e la marce ridotte, il Renault Alaskan supera con facilità, sempre con buon comfort ai passeggeri, impegnative mulattiere con sassi e fango, nonostante i grossi pneumatici da 18”, non adatti all’off-road. Nei passaggi difficili si può anche bloccare il differenziale posteriore e selezionare manualmente le marce con la leva nel tunnel.
Ci sono ben 22cm fra il fondo dell’auto e il suolo, per poter superare dossi e torrenti senza pensieri e risulta buono anche affrontare forti pendenze.
Nelle discese ripide il sistema mantiene costante la velocità: al guidatore non rimane che sterzare. Tuttavia nei passaggi stretti le dimensioni, non proprio da siluette, possono essere d’impaccio.

#lascelgo:
L’Alaskan è omologabile solo come autocarro e esclusivamente in versione a doppia cabina. Il motore è di derivazione Master, si tratta di un 2.3 turbodiesel da 160 o 190cv, abbinato alla trazione integrale inseribile e cambio manuale a 6 marce o automatico a 7 rapporti.
Sarà in vendita dal 3 novembre 2017 e disponibile nelle concessionarie una settimana dopo. Il nuovo pick-up avrà prezzi da 33.672 euro per l’allestimento Life con dotazione discreta, come il climatizzatore, il cruise control e il sistema di controllo della velocità nelle discese, arrivando fino a 45.506 euro per la ricca Executive con il cambio automatico, i fari full led, i sedili in pelle e la telecamera a 360 gradi.
Peccato per la garanzia di soli tre anni, contro i cinque del fratello Navara.

 

😊
– Il cambio è fluido e abbastanza rapido.
– L’abitacolo è ben scollegato dalle sospensioni limitando sconnessioni e rumori.
– Nonostante sia grande e pesante, questo pick-up non è impegnativo da condurre.

😔
– La garanzia è di soli 3 anni senza estensione.
– Lo sterzo non risulta pronto e maneggevole. Inoltre non c’e la regolazione in profondità del volante.
– La possibilità di variare la ripartizione fra i due assi sarebbe utile nella guida su asfalto viscido.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Studente di scienze della comunicazione e passione per le auto ha riunito tutto questo in un unico blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!