L’untaggable Audi Q2 sotto torchio per un responso definitivo.5 min read

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L’hashtag #untaggable l’ha resa famosa; ora non resta che toccarla con mano e provarla, per capire se effettivamente si percepisce lo spirito di diversità. Noi potremmo darle l’hashtag #untrovable, dato che, per vedere questa vettura, c’é voluto qualche mese in più, complice le vendite esponenziali avute dal momento del lancio.

#laguardo:
Lo stile fuori dagli schemi della Q2 è certo: i SUV di segmento B giocano spesso con la fantasia adottando soluzioni originali, rispetto ai seri e convenzionali modelli più grandi e la Q2 non fa eccezione.
Questa volta Audi si è avvalsa di Italdesign, che ha collaborato allo sviluppo della vettura, con più di 70 prototipi realizzati, prima di unire esigenze tecniche a concetti legati al look ed al design della vettura.
Il muso è reso più imponente e voluminoso da linee volutamente squadrate, merito della griglia frontale full frame, schiacciata e piatta e nella fiancata si riprendono le nervature, che disegnano un motivo unico, sdoppiandosi lungo la loro parte centrale sulle portiere. A primo acchito, merito del colore rosso e dell’effetto tetto sospeso, potrebbe assomigliare ad un’Audi A1 più tozza, anche se in realtà è un’evoluzione indipendente, basata sulla piattaforma MBQ che adotta l’Audi A3. Effettivamente può assomigliare alla best seller in versione offroad: d’altronde la lettera Q davanti al numero dice già molto.
Gli specchi laterali sono situati molto in alto, per dare una miglior visibilità ed i gruppi ottici a led, con tecnologia Matrix per il lenticolare, risultano il fiore all’occhiello della Q2; sono proprio questi proiettori ad essere definiti intelligenti, in quanto all’inserimento degli indicatori le posizioni si spengono; quasi da fantascienza!
A corredo del tutto vi sono cerchi sportivi e una linea del tetto che scende nella zona posteriore, come sulle coupè; i grossi montanti sono ancor più evidenti grazie alla colorazione a contrasto.

#entro:


All’interno la Q2 offre il poker d’assi di Audi, a cominciare dalla qualità percepita unica nel suo genere, addirittura il sistema di Infotainment risulta il migliore sul mercato.
Appena oltre il volante in pelle a 3 razze, con innumerevoli comandi, vi è la strumentazione virtuale, con lo schermo da 12,3”del Virtual Cockpit.
Il sistema più innovativo e intuitivo è l’MMI Plus, con lo schermo non touch sito nella parte alta della plancia, comandato tramite i tasti del volante e con la rotella e i tasti sul tunnel centrale. I comandi sono molto intuitivi ed utilizzabili quasi senza guardare, utile per non distrarre molto nella guida mentre si passa da una funzione all’altra.
Anche il posizionamento alto dello schermo agevola il guidatore. La connettività è garantita dalla funzionalità on line, tramite una SIM, e dalla presenza di Apple Car Play ed Android Auto. Inspiegabilmente, il tasto del volume risulta lontano dal resto, sebbene di facile accesso.
Tutti i cinque occupanti viaggiano comodi, soprattutto per quanto riguarda i due anteriori, a cui sembra di essere su poltrone comode e avvolgenti. Interessante anche la possibilità di carico, che parte dai 405 litri fino a superare i mille litri, offrendo anche soluzioni interessanti per i vari contesti.
Il pianale del bagagliaio è posizionabile all’altezza della soglia per maggior comodità, ma, quando si vuole sfruttare tutta la capacità, scende regalando spazio aggiuntivo.

#laguido:
È sicuramente una vettura fuori dagli schemi, anche dietro al suo volante.
Ci si aspetta di salire su un SUV, invece la posizione di guida è estremamente bassa per una vettura di questo segmento, addirittura più bassa di quella del Juke.
Il sedile si può regolare anche in altezza, ma fa piacere una posizione di guida sportiva. L’animo Audi emerge grazie al volante preciso e ad uno sterzo pronto e deciso.
Come ci si aspetta da una B-suv, la Q2 si caratterizza per una ottima maneggevolezza, regalata anche dalla piattaforma MQB, la medesima della A1, famosa per una ottima tenuta di strada, anche a sole due ruote motrici.
Lo sterzo è progressivo e in grado di diventare più diretto, in base all’angolo e a parametri letti istantaneamente dalla vettura, per rendere più dinamica l’esperienza di guida. Molti gli ausili che rendono più sicuro e più comodo guidare la Q2.
Ma ora mettiamo in moto il 4 cilindri 1.400 a benzina, non proprio una motorizzazione in voga in Italia. Il propulsore riesce ad essere molto piacevole ed è una valida alternativa ai propulsori a gasolio. Il suo punto forte? I 150 cavalli e con un ottimo valore di coppia massima, di 250 Nm, che rendono la Q2 molto briosa.
L’erogazione è ottima, piena fin dai bassi regimi e con un range di utilizzo molto esteso. La sovralimentazione regala una reattività ed una elasticità ai bassi forse persino migliori del gasolio.
Utilissimo il sistema “cylinder on demand”, che si affianca alla possibilità di “veleggiare” quando si rilascia l’acceleratore: aiuta a consumare meno, senza rendere meno gradevole il sound del motore. Quando si viaggia “a due”, viene compensata la diversa sonorità del propulsore attraverso l’impianto audio, al punto che se non fosse per display che lo segnala nessuno ci farebbe caso.
Il cambio a doppia frizione S tronic, dotato di 7 rapporti si dimostra ottimale tanto nel tratto cittadino quanto in quello autostradale, svolgendo al meglio il suo compito, anche se, dobbiamo dirlo, preferiamo quello manuale a 6 marce.

#lascelgo:
La Q2 parte dal 3 cilindri benzina da 1 litro e 116cv, offerto a partire da 25.500 euro. L’esemplare provato è sempre a benzina, ma è il 1.4 TFSI da 150cv.
Sul fronte diesel, sotto al cofano della Q2 c’è il best seller italiano della casa: l’immancabile 1.6 TDI da 115 cavalli. Qui il prezzo parte da 26.700 euro, sempre potendo scegliere il cambio manuale o l’S Tronic.
Infine il 2.0 a gasolio è l’unico ad offrire la trazione Quattro in veste da 150 o 190 cavalli. Ovviamente i prezzi sono per le versioni base, se si vuole aggiungere qualche optional la cifra si impenna vertiginosamente e non è difficile raddoppiare la cifra iniziale.

 

😊
– La forte personalità fa sì che o piaccia o no, senza mezzi termini,
– La qualità generale dei lamierati, come anche degli interni, è elevata,
– Il piacere di guida unita ai consumi ridotti fa apprezzare anche questa motorizzazione.

😔
– La rotellina del volante fuori posizione inquieta un po’, anche se basta usare il comando sul volante
– Facendo retromarcia, gli ostacoli bassi sono difficili da vedere, meglio i sensori parcheggio.
– Il prezzo di partenza non è dei più bassi e può farsi impegnativo in un batter d’occhio.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!