Una Peugeot immatricolata a Torino alla London to Brighton Veteran Car Run.1 min read

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A Londra fervono i preparativi per la “London to Brighton Veteran Car Run”, evento non competitivo dedicato ad auto nate prima del 1905 portato alla ribaltata qualche anno fa da Affari a Quattro ruote dove restaurarono una Darracq per poter disputare la gara e festeggiare le 100 puntate.
Il percorso parte da Hyde Park con un percorso di 87 chilometri, fino ad affacciarsi sul Canale della Manica.
Una corsa unica e affascinante che nell’edizione 2017 vedrà partecipare anche una Peugeot Type 56, la piccola vecchietta è nata nel 1904 e dotata di un motore monocilindrico di 833 cm3.
I cavalli si fermano a 5, ma sono sufficienti per spostare i 550 kg a secco dell’auto e raggiungere i 30 km/h, che risulta essere vicino al limite imposto dal regolamento: durante la gara non si possono superare i 32 km/h.
A guidarla sarà Thierry Peugeot, discendente di settima generazione della famiglia, assieme ai suoi 2 figli.
Il pezzo importante, per noi italiani, della fabbrica del Leone che prenderà il via alla London to Brighton Veteran Car Run 2017 è una Peugeot Type 3 del 1893, appartenente al museo dell’automobile di Torino.
Questo rappresenta un modello importante per l’Italia: è lei infatti la prima auto immatricolata nel Bel Paese: il 3 gennaio del lontano 1893.
Per preparare al meglio questa vettura è stata recentemente rivista dal punto di vista meccanico, il suo motore da 2cv è stato revisionato e riacceso dopo circa un secolo di inattività, la pimpante vecchietta sarà guidata dal Conte Alessandro Rossi, discendente del primo proprietario della Type 3.
Con lei e la Type 56 alla London to Brighton ci saranno altre 28 Peugeot, tutte rigorosamente prodotte entro il 1905.
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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!