IED porta la mobilità condivisa di Tracy al Salone di Ginevra2 min read

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Il nome è romantico, “Tracy”, si tratta dell’ultimo prototipo realizzato dall’Istituto Europeo di Design, in partenza per il Salone di Ginevra e realizzato dagli studenti del Master in Transportation Design. Si tratta di un veicolo elettrico, all-terrain, a sei posti, ottimo per uso sia pubblico che privato. Un mezzo che unisce i concetti di micro mobilità, mobilità privata, pubblica e condivisa.

#Leparole:

ied tracy interni
ied tracy interni

“Forti di un’attitudine alla sperimentazione e all’innovazione, quest’anno abbiamo puntato su una ricerca libera di superare i vincoli del mercato, con l’intento di intercettare nuovi target, anticipando soluzioni coraggiose per nuovi sistemi di trasporto intelligente del futuro”, ha detto Paola Zini, direttore IED Torino.

#Ilmodello:

ied tracy
ied tracy

Tracy è lungo 3,74metri, largo 2,2m, alto 2,08 e un interasse di 2,89. Il veicolo è dotato di quattro ruote motrici per adattarsi a qualsiasi contesto, il veicolo è alimentato da un doppio pacco  batteria. E sembra fare un omaggio al mondo dell’offroad per via dei suoi passaruota calcati, che espongono gli ammortizzatori. Ampie le superfici vetrate per alleggerire il complesso visivo e favorire la luminosità interna, protetto anteriormente e posteriormente da due roll-bar.

#Lecorde:

ied tracy corde
ied tracy corde

Grazia al sistema di ganci e corde, ideato per il frontale e il posteriore della vettura, i portapacchi permettono di trasportare zaini e sacche, in numero e tipologia variabile. L’interno ha due aree: la prima dedicata al guidatore, in posizione centrale, la seconda, posteriore, riservata a cinque passeggeri, con accesso a destra. Completa la progettazione lo sviluppo di un’applicazione mobile connessa alla vettura, con cui l’utente può programmarne l’utilizzo.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!