Cucciolo di di Mazda CX-5? Sì, il CX-3!3 min read

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Chi vuole spazio e viaggia sempre con famiglia al seguito può scegliere una CX-5.
Per chi, invece, volesse un suv compatto a marchio Mazda, ma non ha bisogno di tutti quei centimetri? Basta avere una Mazda CX-3, che in 4.20 metri racchiude tutta la filosofia della casa nipponica, compreso il nuovo design  adottato per tutta la gamma: il figlio di Kodo Design e Jinba Ittai, le due filosofie costruttive che piacciono a chi cerca questo marchio.#Laguardo:

 
Le linee sono pronunciare e ben delineate, esattamente come quelle di una CX-5, ma in miniatura. Peccato per il colore grigio scuro, che uccide tutti i giorni di luce; in questo modo sembra che la CX-3 non voglia apparire come un suv. Il muso, tipico delle nuove generazioni Mazda, conferisce un andamento quasi sportivo, mentre il montante C della fiancata alleggerisce molto il posteriore.
Oltre alla nuova forma, la fiancata regala passaruota pronunciati con cerchi da 16” che ricordano le linee di altri suv.
Il posteriore sembra quello della Mazda 2, solamente rialzato.
 
#Entro:
Appena entrati, si nota subito come nell’abitacolo non c’è particolare che non sia stato studiato per offrirci comfort e ergonomia.
Sembra quasi di avere l’impressione di essere in simbiosi con l’auto, un buon livello di comodità. Solo il poveraccio che siede in mezzo, sul divanetto posteriore, non gode di tutta la comodità promessa. I sedili anteriori regalano una comodità unica, sembrano delle poltrone e grazie alla seduta alta si domina la strada.
La capacità di carico rimane nella media del segmento, con un minimo di 350 e un massimo di 1.260 litri di spazio utile.
Quando si parla di Jinba Ittai si guarda il sistema di infotainment da gestire tramite tocchi sul monitor sia da fermo che tramite rotella quando l’auto è in movimento.
Ovviamente, la pecca è che anche il passeggero sia obbligato ad agire sulla rotellina.
Appena oltre il volante spicca il quadro strumenti ridotto ai minimi termini, in un’epoca dove i monitor spuntano come funghi, ci sono solo informazioni essenziali. Meglio farsi aiutare dall’head up display.
L’abitacolo è di buona qualità, con pochissime cadute di stile, come alcune plastiche nascoste un po’ dure.  Essenziale il design della plancia centrale, nulla più dello stretto necessario.#Laguido:

Chi sceglie un suv tende a farlo diesel col cambio automatico, però si è obbligati anche alla trazione integrale. Poco importa: significa più sicurezza e muoversi facilmente anche in caso di nevicate copiose.
Il 1.5 diesel da 105cv della prova ha numeri che permettono alla Mazda CX-3 di muoversi disinvolta in ogni occasione; però, fin dall’accensione, l’abitacolo risulta rumoroso,  per poi affievolirsi a velocità costante.
Discorso opposto lo sterzo che rimane preciso e diretto, un vero piacere per un suv che punta alla comodità. Le curve si rivelano un piacere, merito dell’assetto rigido, ma mai scomodo.
L’unica pecca è l’angolo di sterzata che, specialmente in città, risulta piccolo.
 
La CX-3 si può scegliere con cambio automatico a 6 marce e trazione integrale obbligatoria, ma più consumi, o cambio manuale, trazione anteriore. I motori sono per il benzina un 1.5 da 105cv o un 2.0 da 120 o 150cv; come diesel non è possibile sceglie altra motorizzazione se non il cambio manuale.
Anche perché il prezzo cambia parecchio: parte da 26.120 per l’anteriore e da 29.870 per l’integrale con l’automatico.

😊
– La linea risulta equilibrata e dinamica, decisamente ricca di personalità.
– Il cambio  manuale a sei marce è veloce e preciso negli innesti; per il diesel è disponibile anche un cambio automatico con lo stesso numero di rapporti.
– La vettura risulta Maneggevole e aggrappata all’asfalto, fra le curve diverte; preciso e diretto lo sterzo.
Sono disponibili i più recenti dispositivi di ausilio alla guida.😔
– Le poltrone hanno la regolazione a scatti, poco precisa e comandata da una leva scomoda.
– La visibilità posteriore è limitata, perché i finestrini e il lunotto sono piccoli.
– Chi viaggia sul divano, se è alto gli manca lo spazio per le gambe e sopra la testa.
– I retronebbia, incastonati nel paraurti, sono in posizione vulnerabile nei parcheggi.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!