Mercedes Classe G compie 40anni…. non chiamatela Suv!1 min read

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La prima versione era chiamato G serie 460, dove G sta per “Gelandewagen”, in tedesco “fuoristrada”. Come spesso accade, le prime stime erano di numeri ristretti, un prodotto di nicchia, costruito a Graz, in Austria alla Magna Steyr, con componenti tedeschi. E invece, nonostante sia sempre stato un prodotto di fascia altissima con prezzi che andavano oltre i 100.000€, sono già 300mila le Mercedes Classe G vendute nel mondo. Anche perché, generazione dopo generazione e di restyling in restyling, Mercedes ha sempre dato fiducia al suo 4×4 puro per le più innovative soluzioni tecniche.

#Lastoria: 

Nel 1985, ad esempio, il fuoristrada fu dotato dei bloccaggi del differenziale di serie; nel 1987 arrivò il servosterzo e catalizzatore a tre vie regolato. LʼABS fu introdotto nel 1990, quando ancora non sembrava conveniente. Ventʼanni fa, nel 1999, arrivarono le prime varianti sportive con la G55 AMG, a dimostrazione che le qualità offroad potevano miscelarsi con una vera sportiva. Insomma la Classe G è stata un piccolo mondo di sperimentazioni; nel 2015 fu proposta in versione G500 4×42 per definire nuovi standard di riferimento per la marcia in fuoristrada. Lʼultima generazione della Classe G è del gennaio 2018, con la serie 463 presentata al Salone di Detroit.

#Ifilm:

Se un veicolo è all’avanguardia tanti da diventare un’icona anche nello Star system vuol dire che è una vera pietra miliare. La Classe G ha preso parte nella serie di film Die Hard e in Jurassic World, ma anche in film italiani come “Marrakesh Express” di Gabriele Salvatores. Era il 1979, sono passati 30anni, ma quel modello sembra ancora identico alle versioni di Classe G sul mercato.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!

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