La Fiat 126 spegne 46candeline:1 min read

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Il 22 ottobre del 1972, Fiat presentava al Salone dell’Automobile di Torino il primo esemplare di 126, una berlina che avrebbe riscritto la storia delle quattro ruote in Italia. Fu l’ultima con il motore posteriore, la Fiat 126 fu una macchina molto amata dalla gioventù italiana e torinese.

#Progetto:

Il suo progetto nacque nel 1968 dalla mano di Pio Manzù come erede della 500 riprendendone l’assetto meccanico e diversificandosi per il serbatoio e miglior sicurezza.

Fiat 126
Fiat 126 Personal

Al modello base, seguì nel 1976 il modello Personal che prevedeva diversi aspetti estetici personalizzabili sull’autovettura. Nel 1977 il motore aumentò a 650cc restando per tutti i consumatori. Negli anni ’80, la 126 diventava sempre più famosa e diffusa negli stabilimenti polacchi, venne apportata l’ultima significativa modifica al modello iniziale, dando vita alla 126 Bis. Con questa versione il motore fu rimpicciolito, il vano bagagli allargato e lo stile modernizzato. La produzione cessò nel settembre del 2000 dopo aver venduto in Italia più di un milione e trecentomila unità.

#Linee:

Fiat 126 Bis
Fiat 126 Bis

La 126, per l’epoca aveva rappresentato un cambiamento significativo, è stata in grado di dare una forma diversa alle vetture Fiat. La forma arrotondata della tanto diffusa 500, con la 126 era diventata più rettangolare, solida e sportiva creando un’intera generazione e ispirato la produzione futura di automobili Fiat. La sua linea semplice, insieme con il prezzo più che competitivo hanno fatto della 126 un prodotto intramontabile per cui ancora oggi molti collezionisti, fuori dell’Europa, sono disposti a pagare una fortuna.

Oggi si ricorda il giorno in cui venne lanciata sul mercato e di come la risposta da parte dei consumatori fu positiva.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!

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