Fervono i festeggiamenti del centenario Citroën2 min read

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Questa volta affidiamo l’inizio dell’articolo a un comunicato: “Ho immaginato per te il nostro centenario, te lo presento, vivilo in pieno! … È il ‘Raduno del secolo’, familiare, festoso, concepito nel mio nome dagli amici dell’associazione Celebration Centenary Citroën, con l’aiuto di molti partner prestigiosi”: il comunicato è in realtà il pensiero espresso dalla Citroën nel caso in cui il suo fondatore André avesse visto i festeggiamenti dei 100anni del marchio d’oltralpe.

Il Raduno del secolo, di nome e di fatto, si terrà dal 19 al 21 luglio in Francia a La Ferté-Vidame, il mitico luogo in cui venivano svolti test segreti e dove fu messa a punto anche la 2CV. 

Cent’anni ombre
L’evoluzione

I fan possono iscriversi fino al 30 aprile e portare la loro Citroën d’epoca all’evento (form disponibile al sito https://citroencc.com), “momento culminante delle celebrazioni per il centenario organizzato dai collezionisti della marca e che la prossima estate riunirà quasi 5.000 Citroën storiche”, dice la nota ufficiale. Sono attese circa 50mila persone all’appuntamento, che sarà da non perdere per gli appassionati di automobilismo e di Citroën.

#Ilmodello: 

Ma alla fine qual’e il modello più iconico del costruttore? Secondo alcuni la celebre 2CV, prodotta dal 1948 al 1990. Una vettura fatta per avere costi produttivi e prezzi molti bassi e che fosse in grado di motorizzare la Francia, pensata dallo stesso André Citroën e, successivamente, finalizzata sotto la gestione di Pierre-Jules Boulanger.

Origini citroen
Vetture Citroën

“Faccia studiare dai suoi servizi una vettura che possa trasportare due contadini in zoccoli e 50kg di patate, o un barilotto di vino, a una velocità massima di 60km/h e con un consumo di 3litri per 100km. Le sospensioni dovranno permettere l’attraversamento di un campo arato con un paniere di uova senza romperle, e la vettura dovrà essere adatta alla guida di una conduttrice principiante e offrire un confort indiscutibile”. Queste le parole di Boulanger, direttore dell’ufficio tecnico Maurice Brogly: nasceva in questo modo una leggenda dell’automobilismo costruita in quasi quattro milioni di unità.

L’amministratore delegato disse ai progettisti che l’automobile avesse bassi costi di esercizio, che la manutenzione fosse alla portata di mani poco esperte e che la meccanica fosse, quindi, facilmente accessibile. Ma c’è anche un’altra stravaganza: la 2CV doveva essere disegnata in modo che il conducente potesse salire a bordo della vettura indossando un cappello in testa. Cosa non da poco!

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!