La FlintMobile dei Flinstone entra nella storia2 min read

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Correva l’anno 1960, l’Italia era in pieno boom economico e le televisioni stavano entrando nella vita degli italiani, un canale alla volta, quando alla Abc venne inviato il primo episodio dei Flintstones, una serie che ha lasciato un segno indelebile nella cultura popolare, ovviamente macchina compresa

FlintMobile Flinstone
FlintMobile Flinstone

Poche frasi come “Yabba Dabba Doo” a “Wilma, dammi la clava”, hanno permesso ai Flintstones di lasciare un segno indelebile nella storia della tv: la serie animata creata dagli sceneggiatori Joseph Barbera e William Hanna sono rimasti nella cultura popolare da molti punti di vista, compreso quello “automobilistico”, grazie alla mitica “FlintMobile”. Le famiglie composte da Fred, Wilma, Barnie e la moglie Betty si muovevano in una delle vetture che ha avuto un posto d’onore tra le più famose della storia del cinema.

#LaFlint:

FlintMobile Flinstone
FlintMobile Flinstone

Due posti per ogni sedile unico, altri due dietro, ma volendo il posto per Dino si trovava, al posto degli pneumatici due rulli di pietra, trazione rigorosamente regolabile dal posto di guida, visto che a farla avanzare o retrocedere erano i piedi del conducenti. Telaio e volante di legno e tettuccio di tessuto rendevano tanto rudimentale quanto visionaria questa macchina che è stata riprodotta sia come giocattolo sia in versione “reale” per il film del 1996. A distanza di 60 anni dal debutto sul piccolo schermo del primo episodio degli “Antenati”, si era il primo nome italiano della serie ambientato nella preistorica Bedrock, anche la FlintMobile vive il suo momento di gloria, insieme con molte altre auto di fumetti e cartoni animati che sono entrate nella storia, dalla Batmobile alla 313 di Paperino, dalla Volkswagen Typ 1 di Dylan Dog alla 500 di Lupin.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!