Primo suv per Skoda: il nuovo Kodiaq si basa sulla semplicità.5 min read

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La casa ceca sfrutta la piattaforma MQB di mamma Volkswagen per creare il suo primo suv di grandi dimensioni: il Kodiaq. Il nuovo mezzo va ad inserirsi in  classe D, mai esplorata da Skoda.

#Laguardo:

Colpiscono subito le dimensioni, per nulla contenute: 4,70m di lunghezza non sono facili da parcheggiare in città. Le linee risultano tese e spigolose ed esaltano questo concetto di protezione e grandezza; il cofano, quasi piatto, si collega con un grosso frontale, che “incorpora” i proiettori, quasi a creare un elemento unico. 

Il profilo della Kodiaq è filante il giusto, merito della nervatura che raccorda la fiancata. 

I finestrini, per nulla ampi, si restringono ulteriormente nella coda della vettura: la visibilità posteriore ne risulta quindi penalizzata, contando anche che il lunotto inclinato e i montanti massicci rendono una Roulette russa il parcheggio, senza sbattere il paraurti con l’altra macchina. A pensarci, ringraziando, vi è un sistema di telecamere, per avere sotto controllo ciò che c’è attorno alla vettura, offrendo addirittura una vista dall’alto. 

Sul fianco si nota una soluzione pratica e “furba”: alla base delle portiere vi è un profilo in plastica sporgente, atto a protegge la carrozzeria da possibili contatti, quando ci si trova a dover passare in spazi molto ristretti.

Tutto il quadro è completato da cerchi in lega da 17 pollici, con Gomme XL per aumentare la sensazione di sicurezza.

#Entro:

Salendo a bordo della Skoda Kodiaq… salire nel vero senso della parola, data la posizione di guida alta che permette di dominare la strada, si apprezza subito una piacevole sensazione di spazio e di auto fatta bene: le finiture sono di qualità, anche se la fantasia non fa certo parte di questo microuniverso. La plancia risulta lineare e semplice, perfino troppo per la categoria della vettura, dove dominano led colorati, schermi grossi e tasti degni di un Boeing 747; questa, invece, al centro ospita un ampio schermo a sfioramento con cui gestire il moderno sistema multimediale connesso a internet, con Apple CarPlay e Android Auto. 

Non si può non notare la collocazione poco visibile della manopola per le luci, sulla sinistra, troppo in basso e nascosta. 

L’abitacolo è omologato per cinque posti; la Kodiaq della prova, però, era dotata anche della terza fila di sedili, adatta a ospitare anche due adulti magri per brevi tragitti. Lo spazio sul divano centrale è generoso: si sta comodamente anche in tre. Unico disturbo, l’immancabile tunnel sul pavimento, utile per far passare l’albero di trasmissione delle versioni 4×4; a parte questo, anche per chi supera il metro e 80 comodità per le gambe. 

Il bagagliaio, ben rifinito, offre una notevole capacità e versatilità, poco più di 2000litri a sedili abbassati! Si possono anche caricare oggetti lunghi fino a 290cm abbassando il sedile del passeggero. Vi è però un aspetto è migliorabile: il vano che non è regolare, a causa di due vistosi rigonfiamenti ai lati. Infine le classiche “chicche” Skoda: l’alloggiamento per l’ombrello inserito nelle portiere e il dispositivo che fa fuoriuscire i paracolpi in plastica, per proteggere le portiere da piccoli urti accidentali.

#Laguido:

I motori a disposizione della Skoda Kodiaq sono in comune con le altre vetture del gruppo Volkswagen: il 1.4 a benzina TSI da 125cv e i diesel 2.0 TDI da 150 e 190 cavalli. 

Proprio quest’ultimo era sotto il cofano del modello del nostro test su strada, abbinato alle quattro ruote motrici e al cambio automatico DSG a sette marce, che risulta dolce e progressivo, poco rumoroso nel salotto dell’abitacolo, ma che, quando viene sollecitato, tira fuori una verve di grinta.

Indubbiamente, chi acquista una vettura come la Skoda Kodiaq  non cerca un comportamento stradale degno di una sportiva, ma, nonostante questo, l’auto non risulta affatto una lumaca: nonostante il peso di 1.795kg, si muove con una discreta agilità tra le curve sia dentro che fuori la città; anche se, diciamocelo, il merito è del motore, non credo che il 1.4 sia altrettanto brioso. 

In particolare, settando le sospensioni elettroniche DCC (optional dal costo elevato) sulla modalità “Sport”, il coricamento laterale dell’auto in curva si riduce sensibilmente. Gli 8,9 secondi dichiarati per lo “0-100” sembrano  realistici per la vettura, così come i 210km/h di velocità massima. In autostrada si avverte qualche fruscio aerodinamico di troppo oltre i 130km/h, ma si viaggia comodi:. con il cruise control adattativo, che mantiene la corretta distanza dal veicolo che precede, e il sistema che aiuta a far viaggiare l’auto in corsia, si può quasi valutare l’idea di lasciare il volante e lasciare tutto in mano all’elettronica. 

Come sempre la Skoda offre i propri modelli ad un prezzo discreto, con già molti sistemi di serie: anche questa Kodiaq non è da meno. Il prezzo di attacco parte da 24.570€ che, pur essendo una cifra ingente, rientra nella fascia bassa del segmento. La nota dolente è che basta cambiare motorizzazione o allestimento per subire un incremento di oltre 10.000€

😊

  • Viaggiando in cinque adulti si sta comodi e con parecchi centimetri a disposizione.
  • L’auto risulta sempre sicura, maneggevole e piacevole, merito di un buon cambio e di un motore scattante.
  • Moltissime sono le soluzioni pensate per facilitare la vita a bordo, tanto sopra quanto sotto la “pelle” della vettura

😔

  • Quel comando delle luci collocato un po’ troppo in basso, fa quasi dimenticare l’obbligo di doverli accendere.
  • I due sedili della terza fila sono più adatti ad ospitare due ragazzini che due adulti; meglio investire i soldi dell’optional in funzioni migliori.
  • Il lunotto inclinato e gli ampi montanti posteriori rendono quasi impossibili le “retro”: per fortuna vi è la telecamera.
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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!

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