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Buon quarant’anni General Lee!2 min read

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Su una cosa siamo sicuri: la televisione moderna non sa fare, come il cinema, miti autentici e genuini, non creati in  uffici marketing e confezionati al computer. In un’epoca dove il supereroe può fare qualunque cosa, Fast and Furious compreso, ha perso il contatto con la realtà, i mezzi leggendari degli anni Ottanta vanno nell’Olimpo dell’immaginario collettivo.

La verità è che non esisterà mai più un’altra DeLorean o un altro K.I.T.T., nemmeno un Herbie o un Generale Lee. Era un periodo in cui tutto era fluido e virale ma anche evanescente, senza qualcosa di incredibile che crei un impatto emotivo. Proprio quest’anno la Dodge Charger di The  Dukes of Hazzard compie quarant’anni e i suoi salti incredibile sono ancora vividi.

#Lastoria:

Il Generale Lee, deriva da Robert Edward Lee eroe dell’esercito confederato, era un’auto vecchia nel 1979, visto che si trattava di un modello di 10anni, ma non importava. La carrozzeria arancione, lo “01” sulle portiere, la bandiera di guerra dei “sudisti”, il bull bar anteriore, le porte saldate come sulle vetture Nascar, le cinture di sicurezza a sei punti e i cerchi in lega della American Racing sono caratteristiche uniche che hanno superato la fama stessa della Charger, modello ancora amato dagli americani.

#Ilmodello:

Il Generale Lee vive di vita propria, idem per il clacson con trombe pneumatiche con le note dell’inno degli Stati Confederati d’America. Amen se risulta politicamente scorretto tanto da essere abolito, i miti non si discutono.

Del resto, come potrebbe essere altrimenti? Da quando le riprese di Hazzard sono terminate nessun’altra produzione ha fatto imprese simili. I salti della Charger erano tutti veri, anche se non era una sola: in sette stagioni ne sono state distrutte più di trecento. Far saltare vetture di oltre 5metri e di una tonnellata, non era una cosa semplice, anche perché la Dodge era sbilanciata per via dei suoi “motoroni” V8 da 6 o 7litri.

#Isalti: 

Per non farla atterrare frontalmente bisognava zavorrarla con 300kg di sabbia nel baule, sottoponendo il telaio a longheroni e gli ammortizzatori a stress insostenibili. Così i Generale Lee sopravvissuti risultano circa una ventina. Un sacrificio obbligato perchè gli effetti speciali non esistevano e non c’era altro modo se non fare le cose realmente.

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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Studente di scienze della comunicazione e passione per le auto ha riunito tutto questo in un unico blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!