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Citroen C3 ha cambiato i connotati: da Picasso a Aircross!5 min read

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Poco meno di 7 anni fa usciva la C3 Picasso… ora è tempo di abbandonare i monovolume e puntare sulle crossover, come la nuova e giovanile Citroën C3 Aircross.

#Laguardo:

Un osservatore poco avvezzo a questi modelli simili tra loro direbbe subito che è una C3 rialzata e “pompata”; ma così non è: guardandola attentamente si notano alcune differenze, come il frontale, dove le luci diurne sono sottili e collegate al logo della casa, con i fari dal design quadrato che rimangono incassati nei paraurti. Completano il muso una griglia a nido d’ape rettangolare e una modanatura prominente, che vuole inglobare anche un sottoscocca fittizzio tipico delle 4×4.

Posteriormente, il tema quadrato dei proiettori anteriori è ripreso nei fanali posteriori a led; il paraurti posteriore è quasi interamente dominato dalla modanatura nera, che le da un’aria da piccola jeep, si rivela invece deludente il lunotto, che rimane schiacciato nella parte alta, tra il tetto a contrasto ed un portellone bombato.

Lateralmente, i passaruota sono sottolineati da modanature in plastica, ma stranamente mancano gli innovativi Airbump. Le superfici vetrate non sembrano molto ampie e quel tetto a contrasto con i montati larghi, che a prima vista può risultare bello, pare sproporzionato rispetto ai finestrini.

Simpatici i vetri laterali posteriori, che presentano un adesivo “a veneziana” del colore bianco, nero o grigio. Sono presenti anche le barre sul tetto, le calotte degli specchietti, i profili dei fari e il profilo del settore centrale dei cerchi, che possono essere richiesti nei colori nero, bianco o rosso.

#Entro:

L’allestimento della nostra prova è la più accessoriata Shine, che ha tutti gli accessori disponibili e presenta un quadro strumenti completo, con gli optional considerati ormai basilari per una famigliare. Sconcertante la versione Live, che risulta davvero spartana: niente radio, né “clima”, ormai di serie in tutte le auto. Uniche cose fuori dal comune che possiede sono l’avviso di superamento involontario delle linee di carreggiata, il riconoscimento dei limiti di velocità e il Coffee Break Alert, ovvero il sistema che permette di fare una pausa, dopo aver guidato per due ore ad almeno 65 km/h. 

Tornando alla nostra vettura di prova, notiamo come il cruscotto sia essenziale, con qualche tasto piccolo di troppo, ma nel complesso armonioso e ben illuminato; anche i sedili risultano comodi per i viaggi fuori città. Chi siede dietro ha a disposizione una seduta comoda per 2 persone, con la possibilità di abbassare il bracciolo centrale, che ha anche la funzione di botola per caricare lunghi oggetti, si hanno poi anche a disposizione anche un tavolino e le tendine parasole estraibili  dalla porta.

Nel complesso le plastiche risultano dure e non ben allineate, sempre un passo indietro rispetto alle concorrenti.

Il sistema d’infotaimement dispone di vivavoce Bluetooth, una radio e navigatore con schermo sensibile al tocco da 7’’, comandi al volante e presa USB con sistema Apple CarPlay e Android Auto.

Il bagagliaio è sufficiente per i bisogni di una famiglia; troviamo anche una presa 12V posteriore, il pianale di carico è frazionabile e la soglia di accesso non è altissima.

#Laguido:

Diciamolo subito: chi compra questa vettura da famiglia può scordarsi la “bella guida” nella top ten della lista. Questo non vuol dire che questa francese si guidi male, ma lo stile ideale per chi si siede al volante è una guida pacata, senza grossi affondi sull’acceleratore; dello sterzo si apprezza il corretto peso, delle sospensioni l’assorbimento sui fondi sconnessi; una lancia va spezzata proprio in favore dello sterzo preciso e ben bilanciato: poche sono le rivali che fanno di meglio.

Il cambio automatico contribuisce a rendere più gradevoli gli spostamenti: i passaggi di marcia risultano rapidi e fluidi, anche in ripartenza dai semafori. Non pare invece pronto a scalare quando si esce fuori dalla routine della città e si preme a fondo il pedale destro: per fare un sorpasso, meglio avere spazio a sufficienza. 

L’insonorizzazione risulta buona fino ai 70/80 km/h, dopo si inizia a sentire il rumore del tre cilindri, misto al rumore delle gomme M+S che equipaggiavano il nostro esemplare.

Altro grosso limite di queste gomme nelle svolte più strette: anche senza “correre”, l’avantreno allarga fin troppo la traiettoria.

#Lascelgo:

Se la vettura è nuova i motori della Citroën C3 Aircross non sono altrettanto: troviamo a benzina i 1.2 a tre cilindri da 82cv aspirato e un turbo da 110cv, con la possibilità di ordinare nei prossimi mesi il 131 cavalli; a gasolio viene aggiunto pistone in più al 1.6 litri, disponibile in due varianti da 99 e 120cv. Il110cv è abbinabile al cambio automatico a sei marce, con convertitore di coppia. 

Nonostante l’indole da fuoristrada, tutte le C3 Aircross sono a trazione anteriore, ma l’auto non disdegna il fuori strada leggero grazie al Grip Control, abbinato all’aiuto elettronico nelle discese ripide. Il sistema prevede cinque programmi di guida (sabbia, fuoristrada, neve, Esp spento, asfalto), selezionabili con una rotella nella plancia: l’elettronica modifica le risposte di motore, freni, controllo di trazione ed Esp per aumentare la trazione.

Il prezzo di attacco per questa C3 Aircross parte da 15.500€; come abbiamo visto, gli allestimenti sono 3: Live Feeling e Shine con una lista di accessori di serie abbastanza soddisfacente; comunque gli optional inseribili sono molti ma, soprattutto quelli più utili, non sono sempre a basso costo e risulta fin troppo facile avvicinarsi al tetto dei 25mila€.

😊

  • La vettura risulta ben molleggiata, trasmettendo una sensazione di relax a chi la guida.
  • Il 1.2 turbo spinge bene da subito e senza far troppo rumore.
  • Lo spazio abbonda per le persone e per le cose; risulta anche modulabile, grazie al divano frazionato e scorrevole.

😔

  • I comandi del clima, posti nello schermo a sfioramento, sono poco intuitivi: non era forse meglio il classico rotelle e pomelli?
  • Gran parte degli aiuti alla guida non sono di serie, anche se per fortuna non hanno un costo tanto alto.
  • Lo Star&Stop tende ad imballarsi in fase di spegnimento e di riavvio; decisamente poco gradevole, specie se si guida molto in città.
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Alessio Richiardi

Perito assicurativo, Laureato in Scienze della Comunicazione e Passione per le Auto .. Questo è il mix che compone questo blog... Metterci impegno e andare avanti un pezzo alla volta... ecco il pensiero... se poi quel pezzo è un bullone di un motore o ancor meglio una bella turbina... non c’è santo che tenga... bisogna provarla!